Gli spazi interni di Villa Daccò riflettono una concezione architettonica orientata a un raffinato pragmatismo, tipico della residenzialità nobiliare ottocentesca e in netto contrasto con le soluzioni monumentali ed esuberanti del secolo precedente. Al piano terreno, l’articolazione planimetrica si sviluppa attraverso dieci locali principali e cinque vani di servizio, dove la variabilità delle altezze dei soffitti segue la specifica conformazione delle coperture, risolte prevalentemente con eleganti volte ribassate. Sotto il profilo ornamentale, gli ambienti presentano un’alternanza tra superfici decorate pittoricamente e soffitti a cassettoni in legno lasciati al naturale, conferendo alle sale una solennità sobria e misurata.
L’ambiente di maggior rilievo critico e rappresentativo è indubbiamente il Salone d’Onore, nobilitato da un maestoso camino in marmo rosato sormontato da una specchiera di squisito gusto veneziano. La conservazione del pavimento originale in cotto bicolore, disposto con una sapiente posa a spina di pesce, costituisce un importante documento di cultura materiale dell’epoca. Il sistema di collegamento verticale tra i livelli dell’edificio è affidato a un vano scala interamente affrescato, caratterizzato da gradini in beola e da una ringhiera in ferro battuto che ripropone il motivo decorativo a greca. Tale dettaglio stilistico non è casuale, ma rappresenta un preciso richiamo filologico alla cancellata d’ingresso e agli stilemi presenti nella coeva Villa Beccaria-Lattuada, a testimonianza di una coerenza progettuale e di un solido legame familiare e territoriale.
